Dazi, Brexit, Italia. Storia della prima crisi economica creata dalla politica

9 APR 19
Ultimo aggiornamento: 16:56
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Allontaniamoci per un attimo dai numeri, dalle previsioni, dagli scenari, da tutti i dati apocalittici che ogni giorno certificano come l’anno bellissimo promesso dal premier Giuseppe Conte sarà in realtà un anno che di bellissimo non avrà nulla, e proviamo ad allargare la nostra inquadratura osservando da un’angolazione diversa la traiettoria dell’economia italiana e forse anche europea. I pigri avversari dei sovranisti italiani vi diranno che l’Europa sta rallentando a causa di Salvini e Di Maio. I pigri difensori dei sovranisti italiani vi diranno che l’Europa sta rallentando a prescindere da Salvini e Di Maio. I pigri osservatori della politica vi diranno che l’economia europea sta rallentando a causa di un fenomeno che non ha caratteristiche diverse dall’essere ciclico. Ma ciò che in pochi avranno invece il coraggio di riconoscere è che il rallentamento che sta registrando l’economica globale ha delle caratteristiche uniche che meriterebbero di essere studiate per capire in che misura la minaccia più grande al benessere globale oggi non arriva da fenomeni legati alla congiuntura: arriva da fenomeni legati alla politica, e in particolare al cialtronismo populista. Pochi giorni fa, a New York, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, è intervenuta alla Us Chamber of Commerce, la confindustria americana, per fare il punto sullo stato di salute dell’economia mondiale.